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Paola Dozza - Pactur srl
Paola Dozza

Il packaging come strumento per la valorizzazione dei prodotti

 

Il packaging, detto comunemente imballaggio, involucro o confezione, è lo strumento che contiene, protegge, conserva e presenta un prodotto rendendolo disponibile nello spazio e nel tempo per l’utilizzatore finale. Nati al fine di contenere, identificare, conservare, proteggere, raggruppare e trasportare i beni dai luoghi di produzione a quelli di consumo, gli imballaggi hanno una presenza trasversale nelle attività industriali, di consumo e domestiche e sono un elemento costante nei nostri gesti quotidiani. Sebbene gli imballaggi ormai portino con sé una serie sempre maggiore di funzioni e caratteristiche, alcune delle quali ormai consolidate da tempo, il fulcro di tutto risiede sempre in un unico principio generatore che risponde al bisogno e a far sì che il prodotto, alimentare o non, possa arrivare al consumatore finale intatto, evitando che lo stesso possa diventare anzitempo già un rifiuto.

Per quanto riguardo l’evoluzione del packaging  si pongono davanti due differenti filoni dell’innovazione. Il primo filone risponde all’uso e alla progettazione di smart packaging con aspetti di connettività e intelligenza distribuita, permesso grazie agli enormi sviluppi avvenuti nel campo del dialogo digitale tra prodotti, attrezzature e persone. Mentre il secondo, è relativo ai temi della sostenibilità ambientale, come ad esempio la ricerca e lo sviluppo di biomateriali, allungamento della vita dei prodotti imballati, prevenzione degli sprechi alimentari.

Ad oggi il termine inglese “packaging”, che ha sostituito i sinonimi in italiano di imballaggio, involucro o confezione, è divenuto comune e universale e prende in considerazione tutta la sfera che circonda un imballaggio, un prodotto, un bene messo in circolazione, le qualità sensoriali e semantiche ed infine anche la sua funzione comunicativa e informativa con i suoi relativi messaggi.

Ovviamente, l’uso di questi termini italiani non sono del tutto decaduti in quanto ancora oggi vengono usate, ad esempio la parola imballaggio continua ad essere utilizzata per il concetto di protezione meccanica, di contenitore, di trasporto e si intende sia l’oggetto che l’azione, e invece con il termine confezione si indica spesso l’oggetto che è a diretto contatto con il prodotto.È evidente che comunque a differenza di che termine si usi, il concetto base rimane lo stesso, ovvero che gli imballaggi hanno assunto due valori e significati unici ed inseparabili.

Tale complessità viene espressa con il termine packaging che, nel suo contesto linguistico originale assume un’accezione più ampia, tenendo conto non solo del complesso di operazioni che permette il contenimento e trasporto della merce, ma riferendosi all’intero processo di progettazione funzionale e comunicativa, di produzione e di gestione del fine vita dell’imballaggio.

Imballaggio Primario

Detto anche imballaggio per la vendita, è un “imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto vendita, una unità di vendita per l’utente finale o per il consumatore”. Si tratta del materiale o contenitore che riveste o si trova a diretto contatto con il prodotto destinato alla vendita, l’imballaggio che riveste il singolo prodotto pronto al consumo. Rappresenta l’unità di prodotto che il consumatore acquista quando si rifornisce presso un punto vendita.

Imballaggio Secondario

Detto anche imballaggio multiplo, è un “imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all’utente finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita. Esso può essere rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche. Può essere venduto all’utente finale come un’unica unità oppure utilizzato solo per facilitare il rifornimento degli scaffali. L’imballaggio secondario è riferito al contenimento di vari imballaggi primari, quindi non a diretto contatto con il prodotto ma solo con il contenitore primario, e di solito vengono rimosse le unità senza alterare le caratteristiche e il suo valore commerciale.

L’imballaggio multiplo ha anch’esso diversi compiti da svolgere, ma il più importante è quello di esercitare un effetto di protezione per tutti gli imballi primari presenti in ogni singola unità di contenitore secondario. Ha il compito di proteggere i packaging da eventuali sollecitazioni meccaniche durante ad esempio le fasi di movimentazione, stoccaggio, trasporto e distribuzione o da una possibile esposizione da agenti esterni. Tutto questo porterebbe al danneggiamento dell’unità primaria con conseguenze sulla vendita del prodotto.

Imballaggio terziario

Detto anche imballaggio per il trasporto, è un “imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione ed il trasporto di merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione ed i danni connessi al trasporto, esclusi i container per i trasporti stradali, ferroviari marittimi ed aerei.

L’imballo terziario, salvo casi particolari, risulta essere un imballo che deve svolgere il proprio compito in una serie più o meno lunga di cicli, per questo motivo inoltre le operazioni di manutenzione devono essere abbastanza agevoli e di conseguenza non è definito come un imballo a perdere. Pertanto, il suo requisito fondamentale è la riutilizzabilità, alla luce anche del suo costo, normalmente non marginale.

Proteggere il prodotto con il packaging.

Il packaging è quindi un elemento che nasce con uno scopo preciso: proteggere il prodotto.

Il packaging infatti, risulta una barriera per diversi fattori, come possono essere gli agenti atmosferici, trasporto, tempo e tanto altro ancora.

In base a questa sua funzionalità esistono macchine diverse tra loro in grado di realizzare un prodotto differente a seconda dell’applicazione scelta.

Nella scelta di una macchina cellofanatrice occorre considerare vari aspetti importanti oltre al costo, ad esempio: lo spazio a disposizione, la velocità e il materiale usato per l’imballaggio.

In commercio troviamo diverse macchine confezionatrici in base alla tipologia di packaging:
  • Macchine per il confezionamento in buste: è disponibile in varianti modelli e macchina necessaria per il packaging di buste termosaldate su 4 o 3 lati (termosaldatrici).
  • Cellofanatrici per il confezionamento in stick: questa macchina cellofana i prodotti in stick monodose.
  • Linee complete per il packaging: Tutte le macchine possono essere progettate per essere integrate in maniera differente a seconda dei gruppi di conteggio, incartonati e o astucci.
  • Confezionatrici verticali per il settore farmaceutico: macchine in grado di realizzare il packaging farmaceutico a seconda della diversità del prodotto da confezionare.
  • Macchine confezionatrici orizzontali per film termoretraibile: confezionatrici molto flessibili, adatte all’imballo di svariati prodotti, sia singoli, sia multipli.

Macchine confezionatrici: attenzione al settore

Per capire esattamente l’importanza che ricoprono le Macchine Confezionatrici Termoretraibili è necessario spostare l’attenzione in direzione della grande distribuzione in quanto spesso uno dei più grandi problemi che si riscontra riguarda l’organizzazione.

Mettendo da parte la grandezza dell’ambiente di lavoro, è necessario che la scelta della macchina confezionatrice avvenga tramite un certo criterio: IL SETTORE.

Il primo fattore da andare a considerare è proprio questo il settore, in quanto l’ambito di lavorazione è l’informazione fondamentale per la quale la macchina andrà a svolgere il proprio lavoro: settore alimentare e farmaceutico sono diversi tra loro giusto?

Alcuni settori, soprattutto quando si parla di ambiti così differenti come quello farmaceutico e alimentare devono rispondere a normative e a standard di igiene differenti.

Macchine confezionatrici e gli ambiti in cui vengono usate

Il packaging è molto importante, come abbiamo precedentemente detto perché funge da barriera per il prodotto che contiene.

Per questo motivo le macchine cellofanatrici o filmatrici hanno lo scopo di realizzare un packaging apposito per ogni tipologia di settore, tra cui possiamo trovare:

  • per il packaging di prodotti alimentari: sale, olio, alimenti per l’infanzia, alimenti per animali e tanto altro ancora.
  • nel settore beverage: drink, caffè, acqua, bibite e quant’altro.
  • filmatrici per prodotti cura della persona e della casa: salviette, detergenti, detersivi e così via.
  • Macchine cellofanatrici verticali per il settore farmaceutico: raccolgono tutto ciò che riguarda il mondo della medicina quindi blister, formati monodose a stick e via dicendo.
  • Confezionatrici per film termoretraibile
  • Fardellatrici.

Il procedimento del confezionamento è necessario per mantenere, conservare, trasportare e vendere qualsiasi tipologia di prodotto.

Avere l’opportunità di realizzare imballaggi adatti alla propria tipologia di prodotto è fondamentale in quanto significa offrire ai propri clienti un prodotto impeccabile e confezioni in totale sicurezza comunicando tutte le informazioni utili per la vendita e il consumo.

Confezionatrici termoretraibili

Le confezionatrici automatiche termoretraibili sono macchine che adoperano dei film Termoretraibili che retraggono con il calore.

Esistono diverse classi principali di cellofanatrici o filmatrici, le cui differenze principali sono il tipo e lo spessore dei materiali utilizzati:

  • Fardellatrici:  utilizzate normalmente per film in polietilene (filmatrici), ad esempio per film termoretraibili da applicare su bottiglie di acqua. Il pacco così ottenuto si chiama “fardello” e si presenta con due lati aperti, in modo da facilitare la presa del prodotto; al fardello possono inoltre essere applicate maniglie adesive, incollate in automatico all’uscita dalla mscchina.
  • Cellofanatrici termoretraibili a campana: utilizzate normalmente per film in PVC e polipropilene.
  • Macchine Confezionatrici Termoretraibili Angolari o Lineari, manuali, semiautomatiche e automatiche, a tunnel di termoretrazione.

(La Pactur produce quasi esclusivamente Macchine Confezionatrici Termoretraibili e Fardellatrici, Cellofanatrici, Filmatrici manuali, Filmatrici semiautomatiche, Filmatrici automatiche angolari e Filmatrici in continuo) Leggi di più sulle macchine confezionatrici termoretraibili

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